Piccoli detectives di Fabriano: alla scoperta delle mille facce storiche.

Recentemente, noi “cittabimbi” siamo stati accompagnati nel centro storico da Cristiana Pandolfi, una delle responsabili della Pinacoteca di Fabriano e associata all’Archeomega, per conoscere in un modo più approfondito la storia della nostra città. Inoltre siamo stati messi alla prova nelle nostre capacità di rispetto per l’ambiente e nell’osservazione. Abbiamo ricevuto una poesia di Carlo Canavari, in dialetto fabrianese, che ci racconta la leggenda della presunta origine di Fabriano. Inizialmente c’erano due castelli, Castelvecchio e Castelpoio, sempre in guerra, erano collegati da un ponte su cui lavorava, in una fucina, un fabbro che mise pace e trovò una soluzione: unificare i due castelli per formare un’unica città. Il fabbro per questo motivo viene raffigurato nel nostro stemma.
All’epoca esistevano solo gli edifici dell’attuale centro storico e gli architetti avevano collegato tutti i palazzi per far spostare i nobili più facilmente.
Dal Loggiato di San Francesco abbiamo osservato la costruzione più antica: il Palazzo del Podestà che risale al 1255. Questo Loggiato era inizialmente una chiesa dedicata a San Francesco; si può capire dagli affreschi decorativi sul soffitto e dalle pietre che appartengono a epoche diverse.
Il Palazzo del Podestà era la sede del signore che dirigeva la città, una specie di sindaco di oggi. Il palazzo aveva la funzione di un ponte che permetteva ai carri e alle persone di attraversare la città da una parte all’altra. Lì sotto scorreva un affluente del Giano però, quando venne finita la costruzione, il Rio si era già prosciugato.
I merli sono stati aggiunti dall’architetto cento anni fa quando il palazzo è stato restaurato: sono un falso storico che notiamo anche dalle pietre lisce, regolari e di un colore omogeneo che, però, si distinguono dal complesso. Successivamente abbiamo visitato l’Oratorio della Carità, pieno di quadri: i sette a sinistra raffigurano la carità spirituale, quelli a destra la carità corporale e al centro c’è la croce che rappresenta il dipinto più importante. In tutti i quadri, molto affollati, ci sono persone sia in primo che in secondo piano poiché l’intenzione del pittore era di raccontare una storia istruendo attraverso esempi di carità.
Durante il giro per Fabriano, poi, ci siamo trasformati in piccoli detectives e abbiamo fatto una mini caccia al tesoro per tuffarci nel passato. Osservando il foglio avevamo quattro indizi, cioè i simboli di Fabriano, da trovare in giro per la città. Noi ce l’abbiamo fatta, voi li avreste mai notati?
Cristiana ci ha fatto scoprire molte informazioni legate a Fabriano e tra queste ci ha spiegato anche da cosa deriva il nome della nostra città: probabilmente dal proprietario della zona, un certo “Faberius” e non, come pensavamo, dal fabbro “ Petrus”. La nostra guida ci ha mostrato molti monumenti e tanti luoghi storici a cui noi, anche passandoci mille volte, non avevamo mai prestato attenzione. Se questi monumenti vi sono piaciuti che aspettate a venirci a trovare? Vi lanciamo una sfida: cercate i quattro stemmi seguenti nel nostro centro storico. Non vi farete mica battere dai “Cittabimbi”!

 

One Comment

  • Sandro Boccadoro

    Cari ragazzi,è molto bella la fotografia della vostra classe sulla scalinata del palazzo del Podestà.
    Sulle origini medievali di Fabriano vi invito a rileggere il commento che ho scritto nel’articolo che avete dedicato alla piazza principale della città. Vi ricordo che Alessandro Carancini ha pubblicato nel 2014 un libro molto interessante “Geografia della città” in cui parla dell’argomento che avete trattato oggi nel blog.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *